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Saint-Lô
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mwfaSaint-Lô /sɛ̃ˈlo/ è un mwfgcomune francese di mwfw20 015 abitanti, capoluogo del mwgadipartimento della Manica nella regione della mwgqNormandia.
È inoltre capoluogo della circoscrizione (mwgwarrondissement) omonima, una delle quattro del dipartimento, che comprende 11 cantoni e 123 comuni.
Contents
• Storia
• Economia
• Le mura
• Haras
• Società
• Note
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Geografia fisica
La città sorge su uno sperone roccioso in mwiascisto, tagliato dalle valli del torrente Dollée e della mwiqVire. Facente parte della mwigCommunauté de Communes de l'Agglomération Saint-Loise, la città è decorata con la mwiwLegion d'onore.
Storia
Un primo insediamento mwjggallico fortificato aveva nome mwjwBriovère, che controllava il ponte sulla Vire, all'incrocio delle vie di comunicazione con la mwkavia d'acqua navigabile.
Il nome di mwkgsaint-Laud (vescovo di mwkwCoutances nel mwla525-mwlq565, che costruì una residenza a Briovére e vi fu sepolto alla sua morte) è attestato a partire dalla metà dell'mwlgVIII secolo. Agli inizi del mwlwIX secolo una nuova cinta di mura fu edificata secondo la tradizione ad opera di mwmaCarlo Magno. La cinta racchiudeva un borgo fortificato (mwmql'Enclos). Nell'mwmg890 la città subì un saccheggio durante un'incursione mwmwvichinga.
Il vescovo di mwnqCoutances, barone di Saint-Lô, mwngGoffredo di Montbray, favorì lo sviluppo della città, dotata di un ponte e di numerosi mulini. L'imposta del mwnwtonlleu, dazio sulle merci trasportate crebbe considerevolmente nel corso dell'mwoaXI secolo.
La città fu la terza del ducato di mwogNormandia dopo mwowRouen e mwpaCaen e passò alla mwpqFrancia nel mwpg1202. Nel mwpwXIII secolo vi risiedevano numerosi artigiani (lavorazione del mwqacuoio, coltelli, oreficeria) e nel mwqq1234 fu creata una confraternita di tessitori. Le fu accordato nel mwqg1275 dal re mwqwFilippo III il privilegio di battere moneta, che conservò fino al mwra1693. Durante la mwrqguerra dei cent'anni fu saccheggiata dagli mwrginglesi e nel mwrw1347 fu colpita dalla mwsapeste. Nel mwsq1378 ritornò alla mwsgFrancia, per essere ripresa dagli inglesi tra il mwsw1418 e il mwta1449. Lo stemma cittadino ha un mwtqunicorno e tre mwtggigli di Francia, che le furono accordati dal re mwtwLuigi XI per la sua fedeltà alla corona.
Le mwuqguerre di religione le infersero duri colpi: fu presa dagli mwugUgonotti nel mwuw1562 e divenne una piazzaforte mwvaprotestante sotto la guida di Montgommery e del capitano Miette-Groucy. Fu quindi assediata e parzialmente distrutta nel mwvq1574 dalle truppe reali guidate dal maresciallo de Matignon. Nel mwvg1576 cessò la signoria dei vescovi di Coutances sulla città. Intorno alla metà del mwvwXVII secolo un tratto delle mura fu distrutto e la città si allargò con il sobborgo di mwwaNeufbourg. In seguito alla revoca dell'mwwqeditto di Nantes nel mwwg1685 numerosi artigiani abbandonarono la città.
Durante la mwxaRivoluzione francese fu ribattezzata come "mwxqRocher de la Liberté" ("Rocca della Libertà") e nel mwxg1795 diventò capoluogo del mwxwdipartimento della Manica e prefettura. Nel corso dell'mwyaOttocento fu visitata da mwyqCarlo X e da Luigi Filippo e nel mwyw1858 vi passò la linea ferroviaria tra mwzaParigi e mwzqCherbourg con la relativa mwzgstazione, che affiancava la strada, creata nel mwzw1761.
Seconda guerra mondiale e ricostruzione
Durante la mwagSeconda guerra mondiale fu occupata dall'esercito tedesco il 17 giugno del mwaw1940. Durante la liberazione fu duramente bombardata dagli alleati nella notte del 6 giugno mwba1944, con violenti combattimenti che si susseguirono fino al 24 luglio (mwbqOperazione Cobra). La città fu distrutta al 97% con alte perdite tra la popolazione (circa 4000 morti).
Successivamente la città venne ricostruita nello stesso luogo, sebbene si sia discusso se lasciare le rovine com'erano edificando una nuova città nelle vicinanze. L'urbanistica della città ricostruita ha privilegiato la dispersione delle attività e delle abitazioni, con la realizzazione di ampie arterie per la circolazione e di numerosi spazi verdi.
Economia
La città è un polo economico e commerciale per la circostante regione mwcqagricola, dotata di una serie di strutture di sostegno e a servizio del settore (analisi di controllo dei prodotti, centri di ricerca tecnologica e di formazione).
Monumenti
Le mura
Le mura mwegcarolinge rimpiazzarono un precedente recinto in legno con spesse murature in pietra locale. A partire dalla metà del mwewXVII secolo le mura non più utilizzate furono in parte distrutte e vi si addossarono numerose abitazioni. Dopo le distruzioni del 1944 furono restaurate e sono nuovamente visibili.
Si conservano la mwfqtour des Beaux Regards ("torre dei Bei Sguardi"), un'antica torre angolare della fortificazione che domina in posizione panoramica il fianco più scosceso dello sperone, attualmente isolata in un giardino pubblico, e la mwfgtour de la Poudriére ("torre della Polveriera"), ultimo resto della cittadella, con l'attacco delle mura, di grande spessore, che chiudevano la cinta sul lato del mwfwNeufbourg.
La chiesa di Notre-Dame
La chiesa venne costruita nello scarso spazio disponibile all'interno dell'insediamento fortificato, al posto dell'antica cappella del castello (mwhgSainte-Marie-du-Château), divenuta parrocchia nell'mwhwXI secolo. Alla fine del mwiaXIII secolo fu costruita la torre settentrionale e il vecchio coro in stile mwiqgotico. Nel corso del mwigXV secolo furono ricostruite le navate, essendosi liberato spazio sufficiente per un ampliamento della chiesa, fu quindi sistemata la guglia della torre settentrionale e costruita la torre meridionale. Sotto Geoffroy Herbert, vescovo di Coutances (1488-1510) fu ricostruito il coro in stile gotico mwiwflamboyant, a cui venne aggiunto un deambulatorio. La facciata con due torri fu completata nel mwjaXV e mwjqXVI secolo e le torri furono dotate di alte guglie nel mwjgXVII secolo.
Fu pesantemente danneggiata dai bombardamenti del 1944: crollarono le volte della navata centrale, e la facciata con la torre settentrionale, mentre restarono in discreto stato la torre meridionale, privata della guglia di copertura, il coro e le navate laterali. La ricostruzione si prolungò fino al mwka1974. Dopo i primi lavori di restauro, si era prevista una ricostruzione identica all'edificio distrutto, riadoperando le pietre originali (architetto Louis Barbier), mentre successivamente si decise di seguire il principio di lasciare visibile lo stato di rovina, facendone un memoriale contro la guerra (architetto Yves Marie Froidevaux). La facciata fu dunque ricostruita come un anonimo muro in pietra, leggermente rientrante rispetto all'originale, con tre portali in bronzo istoriati. Contemporaneamente fu restaurato l'interno. Resti delle parti distrutte sono visibili in un piccolo museo visitabile all'interno. Alcune delle vetrate, risalenti al mwkqXV secolo si sono conservate in quanto erano state per sicurezza staccate e conservate in luogo sicuro.
All'esterno, all'angolo tra il fianco settentrionale e il deambulatorio fu costruito un mwkwpulpito, destinato a rendere pubblici gli atti amministrativi civili del vescovo di Coutances, che era anche barone di Saint-Lô. Da questo pulpito si tennero le prediche di mwlasan Giovanni Eudes (nella seconda metà del mwlqXVII secolo) e di san Luigi Maria Grignion di Montfort (inizi del mwlwXVIII secolo), che si rivolgevano ai fedeli riuniti nel cortile del palazzo episcopale. Al pulpito si interessò mwmaVictor Hugo, che ne impedì la distruzione in occasione di un programma di ampliamento urbano nel mwmq1863.
La statua di mwmwNotre-Dame du Pilier, il cui culto fu probabilmente importato dalla Spagna da san Vincenzo Forrier, "apostolo del mwnqRosario, che predicò in città nel mwng1418 fu donata alla città nel mwnw1467 dal re mwoaLuigi XI. Fu danneggiata una prima volta dagli mwoqUgonotti nel mwog1561 e ancora durante la mwowRivoluzione francese e infine ridotta in pezzi dai crolli nel 1944. Restaurata è attualmente collocata su una colonna nella cappella absidale.
Chiesa abbaziale della Sainte-Croix ("Santa Croce")
Secondo la tradizione una cappella dedicata alla Santa Croce sarebbe stata costruita nel mwtgIV secolo da mwtwsant'Elena, mentre sarebbe stato mwuaCarlo Magno a fondare un'abbazia dedicata a "Saint Etienne" (mwuqsanto Stefano). Un'abbazia mwugagostiniana fu istituita dal vescovo di mwuwCoutances Algare nel mwva1132.
La chiesa mwvgromanica fu consacrata nel mwvw1202, subì numerosi rimaneggiamenti, in particolare la costruzione del coro verso la fine del mwwaXV secolo, al posto di un antico transetto. Delle fasi più antiche si conservano attualmente il portale e le prime campate dell'interno. Il prolungamento gotico della navata, poco sicuro, fu probabilmente abbattuto durante la mwwqRivoluzione francese. Il campanile, innalzato nel mwwg1860-mwww63, insieme ad un prolungamento della navata e all'aggiunta delle navate laterali più esterne. Il campanile fu distrutto nei bombardamenti del 1944 e successivamente sostituito da un campanile in cemento con forme moderne.
Museo delle Belle Arti ( Musée des Beaux-Arts )
Fondato nel mwyg1835 fu interamente distrutto nel 1944. Conserva collezioni di mwywarazzi, tra cui emerge un capolavoro tessuto a mwzaBruges alla fine del mwzqXVI secolo ("mwzgenture des Amours de Gombault et Macée"), dipinti di numerosi artisti e disegni di Jean Callot, mw0aTiepolo, mw0qGéricault e mw0gGustave Doré. Una sezione è dedicata alla storia cittadina, con testimonianze della città precedenti alle distruzioni del 1944. Vi è esposto anche il mw0wmarbre de Thorigny (o mw1amarbre de Torigni), un'iscrizione romana del mw1qIII secolo DC, ritrovata nel mw1gXVI secolo a mw1wVieux, distrutta durante la guerra e ricostruita dai frammenti.
Haras
Sotto mw2wNapoleone I, nel mw3a1806, fu creato il centro ippico di Saint-Lô, che faceva parte dell'istituzione degli "mw3qÉtalons royaux" ("stalloni reali"), da parte di mw3gColbert nel mw3wXVII secolo. Nel mw4a1912 il centro ospitava 422 stalloni, suddivisi nel "mw4qDepot ancien, scomparso sotto i bombardamenti del 1944, e del mw4gDepot nuveau, costruito nel mw4w1879. Le stalle continuano la loro attività e sono specializzate nelle razze del mw5aCob normand e del mw5qSelle français, ospitando circa 80 stalloni.
Ospedale memoriale franco-americano ( Hôpital Mémorial France Étas-Unis )
Dopo la guerra e la distruzione nel 1944 dell'ospedale cittadino un nuovo edificio fu costruito a spese degli mw6qStati Uniti nel mw6g1956, ad opera dell'architetto mw6wPaul Nelson. L'ospedale, il primo moderno realizzato in questa zona, servì da modello per tutta l'architettura ospedaliera della seconda metà del mw7aXX secolo. I principi che lo caratterizzano sono la posizione extraurbana, la separazione funzionale degli edifici, alzato poggiante su pilastri, locali spaziosi e ampi corridoi di circolazione, stanze orientate verso sud e con vista sulla campagna, colori tenui. In particolare risultò di grande importanza la dislocazione su un unico piano dei servizi diagnostici e di terapia, mentre le stanze di degenza occupano gli altri piani
Musée du Bocage normand
La fattoria di Boisjugan (tra mw7wXVII e mw8aXIX secolo) ospita dal mw8q1989 il museo, completamente rinnovato tra il 2000 e il 2004. La fattoria mostra una tipica corte rettangolare intorno a cui sorgono le abitazioni e i locali per le diverse attività mw8gagricole. Il museo si occupa principalmente delle attività tradizionali dell'mw8wallevamento bovino ed equino e ospita collezioni di strumenti tradizionali.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Amministrazione
Gemellaggi
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaqwINSEE popolazione legale totale 2009
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Saint-Lô
Collegamenti esterni
• mwareValeria Blais – mwariSaint-Lô in mwarmEnciclopedia Italiana, mwarqIstituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936
• mwaryImmagine satellitare di Saint-Lô e dei suoi dintorni su Google Maps, su maps.google.com.
• mwarg(FR) Ricostruzione virtuale della città prima dei bombardamenti del 1944, su saint-loretrouve.com. URL consultato il 23 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2005).
• mwaro(FR) Storia delle parrocchie di Saint.Lô, su paroisse-stlaud50.cef.fr. URL consultato il 23 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2005).
• mwarw(FR) I musei di Saint-Lô, su lesamisdesmusees.free.fr. URL consultato il 23 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2006).
• mwar4(FR, EN) L'ospedale memoriale franco-americano, su lha.enc.sorbonne.fr. URL consultato il 23 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2005).